L’astrologia medievale europea nasce da una lunga catena di testi, traduzioni e scuole. Claudio Tolomeo, attivo ad Alessandria d’Egitto nel II secolo dopo Cristo, compose il Tetrabiblos, destinato a diventare uno dei fondamenti dell’astrologia giudiziaria, e l’Almagesto, grande sintesi astronomica del sistema geocentrico. Tra il II e il VI secolo, l’eredità greca passò attraverso commentatori, scuole tardoantiche e ambienti siriaci, fino a entrare nel grande movimento di traduzione del mondo islamico. A Baghdad, soprattutto tra l’VIII e il IX secolo, sotto gli Abbasidi, l’astrologia greca venne tradotta, studiata e ampliata. Nel 762, secondo la tradizione, l’astrologo Masha’allah partecipò all’elezione astrologica per la fondazione di Baghdad voluta dal califfo al-Mansur. Nel IX secolo operarono figure fondamentali come Sahl ibn Bishr e Abu Ma’shar, morto nell’886, conosciuto in latino come Albumasar. Le loro opere trattavano natività, interrogazioni orarie, elezioni, rivoluzioni annuali, grandi congiunzioni di Giove e Saturno, storia dei regni e mutamenti collettivi. Dal XII secolo questo patrimonio rientrò nell’Occidente latino. Toledo, conquistata da Alfonso VI di Castiglia nel 1085, divenne uno dei principali centri di traduzione dall’arabo al latino. Gerardo da Cremona, nato intorno al 1114 e morto nel 1187, tradusse numerosi testi scientifici, astronomici, medici e filosofici. Attraverso queste traduzioni, l’Europa latina ricevette Tolomeo, Albumasar, Alcabitius e altri autori decisivi. L’astrologia entrò nelle corti, nelle biblioteche, nella medicina universitaria e nella cultura politica. Nel XIII secolo Guido Bonatti, nato probabilmente intorno al 1210 e morto tra il 1296 e i primissimi anni del XIV secolo, raccolse questa tradizione nel Liber Astronomiae. Astrologo italiano legato a Forlì e agli ambienti politici dell’Italia comunale e signorile, Bonatti fu uno dei maggiori rappresentanti dell’astrologia latina medievale. Il Liber Astronomiae, composto probabilmente nella seconda metà del Duecento, unì fonti greche, arabe e latine, trattando natività, domande orarie, elezioni, rivoluzioni e giudizi pratici. Da Tolomeo a Bonatti, passando per Baghdad e Toledo, l’astrologia medievale appare dunque come un sapere tecnico fondato su testi, calcolo, traduzione e giudizio.
Roberto Minichini

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